Recensioni

 

ARCHITETTURA E NATURA: L'ECO DELLA PERFEZIONE

(…) Ogni opera è acuta rivelazione di eleganza compositiva, di euritmia cromatica, di ritmi assonanti di luce ed ombra, è efficace dichiarazione di una poetica orientata al borderline fra realtà e astrazione, fra visibile ed invisibile, fra passato e futuro nel segno del presente. Ma è soprattutto affermazione del binomio natura-architettura, nel quale insetti, uccelli, spighe di grano, fiori di campo o sassi levigati del ricordo si armonizzano con l’eloquenza di sussulti metaforici o con la purezza di facciate modulari di edifici che, nell’assoluta modernità dell’impianto strutturale, permettono, comunque, sottesi echi di somme stagioni artistiche consolidate nel tempo. L’arte di Leonardo Rossi appare, allora, come concreta formulazione di un imperituro sentimento di natura, come proiezione onirica di un ordine agreste, proprio della campagna romagnola, impresso nella perfezione dell’architettura pittorica.

Enzo Dall’Ara - estratto dal libro “Graphic Designer”  del 2004

 

(…) le sue tavole colorate con tecniche miste sono espressive della personale lettura della natura, intesa quale potente raccolta di suggestioni che informano le possibilità di intervento umano nello spazio, attraverso il tempo. Così i profili erbosi, i canneti, popolati di grilli, coccinelle, uccelli palustri, divengono metafora di altri possibili ambiti spazio-temporali, talora tessuti urbani, talora textures di superficie edilizia.

Bruno Minardi - estratto dal libro “Architettura & Grafica” del 2006 

 

SINTESI GEOMETRICA E REALISMO

(…) Ritorna alla memoria l’esperienza dei pittori di nature morte e di paesaggio che sempre si sono confrontati con il soggetto naturale, dall’attitudine “scientifica” che aveva ispirato l’idea del Theatrus totius naturae nata nell’ambito dell’Accademia dei Lincei, dove le tavole che rappresentavano i soggetti naturali avevano quella precisione finalizzata all’illustrazione specifica del minimo dettaglio, a paesaggisti più recenti, come Rousseau il Doganiere, che attraverso la propria peculiare sintesi formale sono riusciti a riproporre con originalità un soggetto, quello naturale, consumato dalla tradizione figurativa occidentale.

 A tale scopo ben si presta lo strumento tecnico del rapidograph, che permette di stendere la china con la precisione di un miniaturista e di colmare lo spazio tra sintesi geometrica e realismo, creando attraverso una personale sigla pittorica un equilibrio in questo universo che ci appare al contempo familiare ed estraneo, naturale e astratto, estremamente semplice ed estremamente ricercato.

Eleonora Pecorella - estratto dal libro “Graphic Designer” del 2004 

 

L’ARCHITETTURA DIPINTA DI LEONARDO ROSSI         di Felice Nittolo

Architettura come poesia

Architettura come musica

Assidua presenza creativa

In Leonardo Rossi

Progetti di opere d’arte

Nascono dalla precisa mano

Guidata dal pensiero della storia.

Architetture dipinte vibranti

Sorgono e svettano sovrane

Arti libere e arti non libere

Tentano la dignità creatrice.

La poesia dell’animo

Diventa parola

La musica si anima

Gli spazi si dilatano.

Invenzione di un progetto

Disegnato  dipinto

Affrescato  ragionato

Compiuta espressione dell’io.

Paesaggi progetti costruzioni

Intreccio di romanzi intimi e sinceri

Elaborati dalla mente e dalla mano.

Ruderi fascinosi e suggestivi.

Invenzione di un’architettura

Spazio fisico e artistico

Prodotto strumentale e creazione poetica

Poema e romanzo insieme.

Spazi e masse plastiche

Architetture e spazio aereo

Mutano un preciso sentimento

 L’architettura immutabile.

Successione di flusso dinamico

Realtà e materialità pura

Immutabile nel tempo e nella mente

Percezione di uno spazio di vita.

 

Ravenna, settembre 2006

 

LA PIAZZA Avvenimenti n° 16  dell' 08/09/2007 clicca x scaricare

 

PREMIO NOCIVELLI 2016 - 2° PREMIO PITTURA

 

Già dal titolo dell’opera 25/06/2014 ore 19,30 appare evidente come Leonardo Rossi intenda analizzare e “rinnovare” luoghi, momenti ed intuizioni strettamente legate all’esperienza istantanea della realtà. Guardando con maggiore attenzione si nota, al contrario, una precisa adesione alla storia dell’architettura e alla storia della pittura moderna intesa come elemento rappresentativo di uno spazio e di un tempo preciso. Rossi, grazie alla propria esperienza di architetto e grafico, maneggia con abilità media apparentemente diversi fra loro che in questa occasione coincidono in un’unica immagine e in un unico momento. L’autore quindi si dichiara attento osservatore ed altrettanto preciso esecutore di un rapporto continuo fra percezione e successiva rielaborazione di un luogo immaginifico in cui far coesistere conoscenze, sensibilità 2016, tecnica mista, 55 x 100 cm e nuove esperienze. 

 

I riferimenti naturali divengono perciò un’occasione di intersezione con le costruzioni civili ed architettoniche pronte a trasformarsi in rinnovati protagonisti di un istante “temporale e culturale”.

Grazie al rapidograph e ai vari strumenti del mestiere di architetto, Leonardo Rossi costruisce pittoricamente non solo un immaginario di fantasia, ma anche una perfetta sineddoche di uno spazio mentale che appare come nuova realtà in bilico fra strutture geometriche, forme naturali e “aggiunte” proprie dell’autore. Il risultato è quindi una nuova apparenza, né pittorica, né grafica, né tantomeno fotografica nella quale è solo la combinazione delle parti a generare un’inaspettata soluzione pittorica.

 

Fabiola Naldi

 

 

 

 

 

 

 

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